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lunedì 14 novembre 2011

Come vento

Immagine dal web - ©Tutti i diritti riservati

Come vento
nato nel respiro delle montagne
per poi adagiarsi sul ventre della valle
come dolce carezza.

A.H.V.
14.11.2011

martedì 4 ottobre 2011

Novità 'in vetrina'! :D

Se tutto è andato a buon fine, da oggi è disponibile sul sito il.miolibro.kataweb.it 'Sogni di Mezzanotte', un libro che ho creato per desiderio di raccogliere insieme alcuni miei scritti particolarmente significativi o, comunque, importanti per il mio percorso personale!


Fondamentalmente, quello di venderlo è il mio ultimo interesse, nonostante lo stia pubblicizzando!
In realtà, questa pubblicità corrisponde più ad un entusiasmo figlio di tanti piccoli traguardi e novità raggiunte in questi ultimi giorni, mentalmente ho come un magma che ha messo in subbuglio un po' di idee, di convinzioni e di 'certezze' che non mi sono mai realmente appartenute... adesso devo solo avere il coraggio di affrontarle, decidere quando farlo e, soprattutto, assecondare il corso degli eventi.

sabato 24 settembre 2011

Edvard Munch, Notte, 1890.

E me ne sto qui,
seduto dietro una finestra
ad osservare i passanti
senza qualcosa da raccontare.
Languisco nella malinconia
di una vita non vissuta,
non partecipata,
soltanto osservata, pensata.
Cosa c'è che va oltre il profilo di un viso?
Quali sono i pensieri, i tumulti, le passioni
che ne animano i lineamenti, 
ne conferiscono tempra, ne delineano il carattere?
Non ho mai saputo nulla di tutto questo,
pur avendo varcato
già da tempo
le soglie del mondo.

Da esso però fui respinto
e adesso giaccio qui,
seduto dietro una finestra,
la mia.

Alexis[A.H.V.]
24.09.2011
©Immagine dal web

Edvard Munch, Notte, 1890.

martedì 28 giugno 2011

Il tempo della riflessione

Mudjekewis spinge al sonno, quel sonno particolare che in realtà è veglia.
L'alba indugia sul sentiero del sole e non si scorge ancora lì, all'orizzonte.
Lascia di sé tracce di colore, sentori rosa che ricordano il profumo selvaggio dei fiori, il cielo si fa essenza mistica del risveglio del mondo.
Tutto vive di un respiro nuovo, respiro placido che conduce al pensiero, una calma che l'estate dimentica, che l'inverno accudisce sotto coltri di neve, tramutandola in silenzio, e che la primavera stuzzica con il fiorire delle gemme.
Da solo godo della frescura di una notte morente, l'ultima di un'estate che ha già abbandonato la calura, e mi accompagna il respiro dei dormienti nelle capanne.
Tutto è quiete qui fuori, ma il mio animo s'agita.

Sioux - © immagine dal web
Alexis[A.H.V]
28.06.2011
Pubblicato anche su RossoVenexiano.

martedì 14 giugno 2011

Della materia e della sua apparenza

«Rintraccia nel cielo sbiancato il sole d'oro
senza evasioni in una sola metafora.
Guardalo nella sua nudità essenziale
e dì: questo, questo è il centro che cerco.»
W. Stevens, «Note verso la suprema finzione», Arsenale Editrice

È lì, immerso in quel cielo plumbeo e solitario e osserva, sonnecchiando, i profili dei passanti.
Sta lì, ignaro della vita che dona, eppure così forte, possente ed onnipotente nella propria incosciente luminescenza.
Non mi era mai capitato di pensarlo così a lungo, di concretizzarne la reale essenza. Spesso ci si accinge alle cose considerando soltanto quella che è la loro apparenza esterna; si dice di sapere cosa sia un tavolo, una sedia, un sasso, eppure, in realtà, rarissime sono le volte in cui ci si sofferma ad osservare con occhi nuovi questi oggetti del quotidiano, scavandone oltre la forma sensibile.

G. Morandi, Natura morta, 1929

Ed è così che capita di conoscere per la seconda volta, anzi più profondamente, l'essenza del mondo circostante, poichè tutto ci apparirebbe nuovo se svegliassimo gli occhi e l'intelletto per dedicarci a questo tipo di esplorazione della realtà.
Un po' come fanno gli Iperrealisti o i Realisti magici.
Essi scovano nella realtà e nella apparente semplicità della materia quel tanto di altro che sfugge ai più, catapultano sembianze del quotidiano in una dimensione che conosce qualcosa di diverso, di più profondo, eppure sublimemente reale, materico.
Una sorta di alchimia delle forme che non è già magia né illusione: è la pura essenza delle cose che si svelano all'occhio nude e nuove.
La bellezza che risiede in tutto questo, sta nel fatto che le cose stesse sembrano essere inconsapevoli delle vibrazioni che emanano: un frinire di onde, di input ottici percepiti da astanti più o meno distratti.
Se la materia sia sostanza o puro pensiero, ciò non ci è dato ancora di scoprire, ciò che però pare essere concesso, è proprio questo infinito, perturbante e continuo riscoprire il mondo.
Alexis[A.H.V.]
12.06.2011

Da un tema per RossoVenexiano.

venerdì 3 giugno 2011

Le notti di Van Gogh

Navigare fra le pennellate delle notti di Van Gogh
è come perdersi fra i flutti di un mare
del quale si ignora la reale natura.
Ogni pigmento è anima densa,
traboccante di una vita spesso inibita
dalla cruda realtà della psiche.
Ogni gemito di colore
è urlo esasperato
di colui che necessita di estremi
per dirsi vivo.
Eppure, in certe di queste notti
è quiete che si respira.
Un profondo soffio vitale
che accarezza le forme accennate,
i rilievi del terreno e dei campi,
e i volti, mutilati o integri che siano.
Mai, allora, considerare soltanto un aspetto
di quelle sere vestite di stelle ardenti di fuoco.
Mai condannare un'anima alla totale sofferenza
dimenticandosi, così, dei raggi di luce che hanno potuto attraversarla.

Alexis [A.H.V.]
02.05.2011

V. Van Gogh, Notte stellata sul Rodano, 1888 

sabato 19 febbraio 2011

Beware of the Owl

Alexis, Illustrazione "Beware of the Owl", 2010
Illustrazione e racconto autografi che ho il piacere di diffondere anche tramite questo blog!
Spero vi piacciano e lascio a voi interpretazione ed eventuali commenti. :)
[ Link illustrazione completa: qui. ]

lunedì 7 febbraio 2011

L'ombra fitta dell'ignoto

W. Kandinskij, Einige Kreise, 1926.
Un pensiero
si muove a passo incerto,
sicuro del dubbio
che ne veste le forme
e ne disegna il cammino.
Vuoto indefinito che non è mancanza,
ma sostanziale pienezza:
sono cumuli di materia sparsa
che nuotano nella fitta ombra dell'ignoto.
Ombra che non è però censura,
ma temporanea incoscienza.
Ed è la domanda la lanterna
che illumina il sentiero.

Alexis[A.H.V.]
07.02.2011

martedì 19 ottobre 2010

So...

Stati di reciproca indifferenza:
desideri coltivati a metà
senza la voglia dell'oltre.

Alexis
19.10.2010

Perché oggi va così.

lunedì 27 settembre 2010

Sulla Bellezza

La Bellezza è quel qualcosa che va oltre l'armonia delle linee e delle forme. È ciò che dona viva emozione al cuore, ciò che parla all'anima senza muovere parola.

 * * *

Siamo abituati a considerare il Bello come qualcosa di mortalmente statico, immobile, asettico. Figli, come siamo, di un presunto classicismo, in realtà non abbiamo affatto compreso la tensione dell'armonia aurea propria del mondo antico, greco nello specifico.
Per secoli non abbiamo fatto altro che crogiolarci fra le ceneri di un'idea che non è stata essenza reale e concreta, ma sempre obbiettivo, scopo anelato e mai raggiunto. Un passato mitico, come l'epoca in cui fu presente e, come tale, immerso fra i flutti fusi insieme della realtà e del sogno.
La civiltà greca era tutt'altro che una civiltà statica, era animata dal mito, dalla presenza divina in ogni azione quotidiana e gli stessi Dei obbedivano e cedevano alle leggi delle passioni carnali e spirituali. Dietro la fissità degli sguardi scolpiti v'era e v'è, in realtà, la potenza di una divinità che impera sull'animo umano, lo soggioga e lo rende suddito. Una Nike non può essere figura fissa, immobile, essa vibra nell'aria, la scuote con decisa fermezza e, seppur mutilata, mostra la sua forza, la sua carica dinamica a chi la osserva, e un futurista come Boccioni probabilmente mostra di aver compreso l'arte classica più del neoclassico Canova¹, in cui comunque non possiamo dire di essere completamente esenti dall'emozione, poiché ritrarre un'emozione, un sentimento, un attimo prima della sua esplosione non significa abolirlo, esaurirlo, eliminarlo, bensì è coglierlo nel suo momento di massima tensione, in cui è forse più potente dell'azione compiuta e finita, risolta in un gesto. Ma che Winckelmann avesse sbagliato nel valutare l'arte classica, è storia ormai nota.
Ciò che voglio dire, con questo, è che umanamente desideriamo qualcosa che non ci appartiene e idealizziamo in maniera errata una caratteristica che è propria dell'estatto opposto della perfezione. Quest'ultima è soltanto una categoria estetica che dimentica il grande valore insito nella Bellezza: l'emozione. E finché non avremo compreso questo, non ci rimarrà altro da fare che inseguire simulacri vuoti d'ogni significato e reale partecipazione, costruendo un debole ego su fragili specchi di cristallo.

Alexis
27.09.2010

¹:[dalla descrizione della scultura della dea Ebe]«Con ciò l'artista voleva ribadire la sua aderenza agli esempi della statuaria classica sia con il suo desiderio di voler esprimere solamente il bello ideale sia con l'eliminazione delle passioni o dei sentimenti forti». Cricco-Di Teodoro, Itinerario nell'arte, Volume III, pg. 548.

sabato 4 settembre 2010

Hydra

Vorrei espandere le mie braccia, moltiplicarle, come fossero innumerevoli teste di Hydra.
Perdermi con le estremità di ogni fibra dentro il gioco sensuale dell'infinito, provare il brivido della fusione con la vita permanendo creatura dotata di forma finita.
Ditemi, come è possibile mutare la densità della superficie, rendere liquida l'epidermide per connetterla alla gassosa e lucente consistenza dell'anima? E perché, nella mia eterna visione di ascesi, vedo il mio corpo orribilmente deforme congiungersi al più profondo nero?
Esso rappresenta forse un Nirvana, un nulla dal quale proveniamo e al quale, prima o poi, ritorneremo? O è forse il collasso delle molteplici suggestioni della vita, il peso che la nostra forma umana ci costringe a portare dentro, magma imprigionato da un involucro troppo piccolo? Sarà per questo che il mio corpo appare così mostruoso, vene e capillari esplodono, lasciando spazio solo al pianto?
Necessito di dare forma a ciò che ho dentro e solo di rado ho occasione di vedere chiaramente il volto delle mie più intime emozioni.
Noi umani siamo così, ci troviamo nelle medesime condizioni di quella creatura abnorme oppressa dall'infinità dei suoi arti, con i quali non toccherà mai nulla, non raggiungerà mai alcuna meta, ingorda di conoscenza mai sfamata. Diverremo sempre più invadenti, ingombranti, onnipresenti, proveremo continue estasi carnali ad ogni lombo in espansione, ma il nero alle nostre spalle continuerà ad opprimerci e a rammentarci che, in fondo, questo è tutto inutile.
Siamo già esseri infiniti, anima e corpo, in realtà, sono già saldamente congiunti nel divino sodalizio dell'eternità. E noi, costantemente, ignoriamo questa realtà.

Alexis
1.09.2010

mercoledì 11 agosto 2010

Elucubrazioni #1

In realtà, i pennelli conoscono già il sentiero da percorrere e tutto, in fondo, dipende dalla nostra predisposizione all'ascolto, alla concentrazione, alla percezione del fluire delle forme, delle sfumature.
È già tutto dentro di noi e, di volta in volta, non facciamo altro che scoprirlo.

Immagine reperita in rete.
Tutti i diritti riservati al proprietario©

Alexis
10.08.2010

Focus On

La cosa bella dell'avere/curare un blog è che la comunicazione che si crea con gli altri è sempre più profonda e "disinteressata" di quella che può venire a crearsi su facebook, il regno dell'istantaneo.
Vi è un interesse spassionato per ciò che si legge, lo scambio di informazioni, di nozioni, di pensieri... tutte cose che su facebook esistono comunque, ma delle quali vengono notevolmente limitate le potenzialità e non sempre per una qualche forma di atrofia cerebrale che investe le menti degli iscritti [variabile che in qualche caso, però, gioca la parte del leone] bensì perché esso si presenta come una vera e propria "vetrina delle identità" [fittizie o reali che siano] in cui ci si lascia distrarre da altri fattori, da inezie d'ogni tipo. Un gioco delle parti in cui determinati aspetti del nostro modo di essere vengono accentuati talvolta al punto da dimenticare cosa si sta facendo per se stessi e cosa si fa, invece, per gli altri.
I motivi, come già detto, possono essere i più stupidi: un interesse particolare verso qualcuno, la volontà di dare un' immagine di se stessi che risulti particolarmente "forte e ricca di contenuti" o il bisogno di soddisfare il proprio narcisismo sentendosi continuamente adulati per il proprio estro, la propria cultura e robe simili.
La cosa bella/brutta è che, di questo sistema, ne siamo tutti vittime. Consapevoli ed inconsapevoli.
La prova del nove è affidata, come sempre e per fortuna, al vecchio e caro sistema del dialogo e dell'interazione dal vivo, fase in cui i gesti e le espressioni, se ben osservati, riescono a smascherare chi si cela dietro un fantoccio... anche se si rischia comunque di incorrere in strategie comunicative e camuffamenti vari della personalità!
In realtà, il web si fa specchio della realtà e gli atteggiamenti e le cattive abitudini sociali non fanno altro che essere riproposti e reiterati a non finire con l'aggravante della smaterializzazione della persona a favore di un'immagine che si fa sempre più rarefatta, eterea ed inconsistente, addirittura falsificata in qualche caso.

Non prendete queste mie riflessioni come uno sputare su un qualcosa che utilizzo anche io.
Come qualsiasi altro mezzo di comunicazione, facebook ha anche i suoi lati positivi: ci si connette con il mondo, si ha la possibilità di conoscere cose che, altrimenti, sarebbero rimaste sconosciute [io per prima ho conosciuto tantissimi artisti grazie a questo diabolico mezzo] e lascia molto spazio alla libertà d'espressione;  il mio intervento si pone soltanto come un tentativo di ragionare, osservare con una lente d'ingrandimento i meccanismi che muovono questo sistema di comunicazione tanto diffuso. Senza particolari pregiudizi, solo per genuina curiosità e per un raffronto nato spontaneamente, dato che ho avuto e ho tuttora un blog che cerco di gestire al meglio e che penso di preferire a facebook, nonostante cerchi di mandare avanti anche questo spazio in maniera più o meno sensata.

Pablo Picasso, Donna allo specchio, 1932.


Alexis

mercoledì 4 agosto 2010

Tra i fiori il ciliegio, fra gli uomini il guerriero

E adesso vi presento me con un brano partorito ieri sera, spero gradiate.

I petali dei fiori di ciliegio pervadono l'aria con il loro profumo.
Una stella muore nel cielo terso della notte, implode di desideri mai realizzati. Le sue scintille piovono come lacrime sul mondo, fecondando nuove vite dalle quali gemme di sogni germoglieranno. Alcune riscalderanno con tiepido ardore cuori già arsi dal potente sole del giorno, altre fasceranno come madri i corpi indifesi degli uomini, cullandoli nel sonno.
E una vita si spegne, sulla terra, come quella stella. Le sue membra baceranno la terra, mentre la sua anima vibrerà per sempre nel nobile pianto di una donna, celato al mondo dal candore di una pallida e silenziosa luna.

Hana wa sakuragi, hito wa bushi.
Tra i fiori il ciliegio, fra gli uomini il guerriero.
[detto giapponese]

Hiroshige,
La Luna vista attraverso foglie d'acero, 1832

Alexis
03.08.2010

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