venerdì 3 giugno 2011

Alla ricerca dello Stile!

Non so, esattamente, quale aspetto dare al mio blog in questo determinato periodo.
Ho voglia di parlare d'Arte, ma desidero farlo con le parole giuste, senza la minima traccia di presunzione nei toni utilizzati, senza boria, senza eccessivi tecnicismi; però, quando parlo d'Arte, quando scrivo di Arte, mi sembra di essere catapultata in una dimensione tutta mia, parallela a quella reale. 
C'è qualcosa che respiro che è senza tempo, una forma di euforia  e di vivacità mentale che si riattiva ed accende ogni qualvolta mi avvicino a determinati argomenti... un entusiasmo, in breve!
Mi si è posto il problema della forma con la quale mi esprimo, perché essa è il mezzo virtuale più diretto che posseggo per comunicare le mie idee, le suggestioni e le impressioni, quindi è importante che io la curi e la renda il più possibile attinente a quella che è la mia persona.
Spesso capita di "sdoppiarsi" mentre si scrive, un io scrivente si trasforma in un io narrante e, sebbene essi siano parti di uno stesso individuo, fra questi esiste una profonda differenza, intenzionale nella narrativa, inconscia nella scrittura 'for fun' o nella saggistica, nella scrittura personale e più legata al pensiero individuale, insomma. Questa differenza, talvolta anche discordanza, si attua tramite lo stile di scrittura, una scelta, una cernita di termini, un'intenzione, una propensione ad esprimersi in un modo piuttosto che in un altro. E spesso è lo stile stesso a pregiudicare il contenuto, o meglio l'interpretazione del contenuto, da parte del possibile lettore; questo lo sto imparando confrontandomi con terzi (con i quali interagisco nella realtà), rispetto all'aspetto dei miei post e sinceramente credo di dover porre la dovuta attenzione alla questione, perché mi interessa che da essi traspaia la mia intenzione comunicativa reale, piuttosto che una filtrata e storpiata involontariamente dalla mia stessa attività di scrittura!
Sono in rodaggio, insomma, alla ricerca di una formula comunicativa congeniale sia alle mie esigenze comunicative che, come già detto, al mio particolare modo di essere. :)

mercoledì 1 giugno 2011

Suggestioni da Emil Nolde

Ho sempre percepito in Nolde un primitivismo ferino ben diverso da quello espresso da Gauguin.
Il secondo, infatti, sembra mirare ad una placida e naturale ricerca dello spirito nell'esotico, miscelando, talvolta, temi occidentali per tradizione con l'ancestralità primordiale dei popoli del Pacifico e anche nelle sue visioni legate alla Bretagna, difficilmente, l'occhio dell'osservatore viene sconvolto dalla violenza di un qualche elemento; violenza che erompe, piuttosto, nelle opere di Nolde.

Mask still life III, 1911

Dance around the Golden Calf, 1910

Emil Nolde propone il primitivo non in quanto spirito, bensì in quanto carica istintuale, violentemente erotica, quasi demoniaca. Le figure vengono tratteggiate con frenesia, mostrandone anche degli accenti grotteschi abbastanza evidenti, sebbene, però, abbia anche saputo dar vita ad una serie di figurazioni paesaggistiche in cui il carattere espressionista di alterazione dei colori, in obbedienza alla percezione più che all'imitazione, mostra un effetto mitigato rispetto alla risonanza riscontrata nelle figure.

Lake Luceren,1930

Nolde turba in ogni sua opera, una improvvisa e potente folata di vento, ma in alcune opere questo turbamento ha più un sapore malinconico che brutale, esattamente come un soffio, un sospiro che soffocano un grido.

Notte al chiaro di Luna, 1913

È interessante anche notare come fra i primi decenni del XX secolo e gli anni Trenta del medesimo, ad acquietarsi è anche il tratto e la modalità d'esecuzione, come se le pennellate si trasmutassero da graffiti a soffici nuvole.

Red Clouds, 1930

Questo artista mi da sempre una grandissima emozione, sebbene quando lo approcciai per la prima volta ricordo di avere provato quasi un senso di repulsione per quelle figure fin troppo "sfigurate". Adesso, invece, riconosco in lui una tensione, una vibrazione, una forza vitale che non potevano essere espresse diversamente.
Ciò che è primordiale, istintivo, è sempre violento in qualche modo, almeno questo tendo a pensare, ed è violento perché costituisce una rottura con la razionalità, è liberazione di desideri e sensazioni quotidianamente ingabbiati, un'esplosione vulcanica, più che una semplice eruzione.

Alexis [A.H.V.]
©Immagini dal web

martedì 31 maggio 2011

L'unicità della Copia

In questo mese di reclusione forzata ma fortuita, ho avuto modo di ritrovare una quiete ed un equilibrio che andavo, man mano, perdendo.
Ho ripreso dei progetti 'scrittorii', ne ho avviato degli altri e, a livello grafico, mi sono limitata ad osservare e scopiazzare qualche figura che ritenevo attraente dal punto di vista stilistico; niente di che, insomma! Devo dire, però, che sto sviluppando un tratto piuttosto maturo rispetto a quello al quale sono abituata ed ho compreso che osservare e 'imitare' può costituire un buon mezzo per modificare/migliorare la propria sensibilità grafica, oltre che ampliarla.
Effettivamente, i primi schizzi prodotti quando ero bambina nascevano da suggestioni grafiche esterne che mi fornivano degli input successivamente elaborati in base alle doti di allora, salvo poi abbandonare il mezzo della copia, fondamentalmente perché 'non brava a copiare', nell'illusione/presunzione di poter fare tranquillamente da me.
Ma invece no!
Sto scoprendo una dimensione creativa della copia, oltre che imitativa, poiché i tratti acquisiti possono servire da calco per futuri progetti e vanno, comunque, ad arricchire il bagaglio conoscitivo personale, senza contare che una figura copiata possiede sempre il calco della mano che gli da forma e diventa una prodotto unico nel suo genere, può essere arricchita anche, o modificata rispetto all'originale nei colori e deformata nel contenuto, ad esempio.
Esistono 'copie', serigrafie, che hanno fatto la storia e la rivoluzione dell'Arte, soprattutto nel panorama contemporaneo [Duchamp, Warhol per citarne alcuni] e altre che hanno decretato i dettami di intere correnti artistiche [si pensi a Winckelmann e al Neoclassicimo], anche se per errore inconscio, e non me la sento più di considerare una copia come qualcosa di inferiore all'originale.

M. Duchamp, L.H.O.O.Q., 1919

Essa acquisisce dignità autonoma, anche se fortemente referenziale, ed una propria, specifica utilità ed importanza.


F. Bacon,
Studio dal ritratto di Papa Innocenzo X di Velàzquez, 1953. 

lunedì 30 maggio 2011

Changes

Ho voglia di cambiare i colori di questo posto, ma non trovo nulla che mi soddisfi pienamente! ù_ù

* * *

È un bel cambiamento, questo, però ci voleva! :D
Necessitavo di qualcosa di chiaro, ma non eccessivamente pallido.
Qualcosa che ricordasse la sabbia e anche delle pagine sulle quali scrivere... ebbene, questa fu la scelta!

Tadaaan!

© dal web



Ci sono!! ù_ù