martedì 21 dicembre 2010

Le Grandi Imprese

Ricerchiamo il senso dell'esistenza nelle grandi imprese, in quelle sfide che riescano a portare e tendere le corde delle nostre capacità ed emozioni fino all'estrema tensione possibile, e non ci rendiamo conto di quanto la vita, invece, sia composta da attimi, innumerevoli attimi entro i quali avvengono e si sviluppano i più disparati accadimenti.
Spesso non ci si accorge dello straordinario che ci circonda giornalmente, tanto si è piegati alla e dalla quotidianità, eppure basterebbe distogliere per un solo istante lo sguardo dallo scorrere delle cose e cercare di catturarle una per una, per cogliere l'essenza del loro manifestarsi.
E capita di vedere un uomo in bombetta mentre due signore ben vestite ed incappottate attraversano la strada e capita pure di fermarsi a pensare come una scena del genere ricordi esattamente ciò che accadeva poco più di un secolo fa, sì, nel 1913, quando Kirchner dipingeva le "Cinque donne per la strada", oppure a metà secolo, nel 1955, in cui l'uomo in bombetta sembra uscir fuori dal genio di Magritte per tuffarsi nella tela del "Maestro di scuola".
È eccezionale alzare lo sguardo da terra per trovarsi di fronte a tutto questo. È eccezionale svegliarsi alle 5:49 del mattino, prepararsi un thé con due biscotti d'accompagnamento e godersi quel silenzio che solo la Notte sa custodire. E poi scrivere e leggere a ruota libera, voltandosi soltanto intorno alle 7 in direzione del balcone e rendersi conto che "c'è fin troppo buio fuori per quest'ora" per scoprire, successivamente, che lì fuori, mentre la città sbadigliava assonnata, c'era un'eclissi di Luna al Solstizio d'Inverno.
Si vive anche per questi attimi, si vive soprattutto per questi attimi.
Perché le "grandi imprese" non è detto che la vita ci dia il tempo di viverle o, almeno, di viverle come siamo abituati ad immaginarle.

Alexis
21.12.2010
E. L. Kirchner, Cinque donne per la strada, 1913

R. Magritte, Maestro di scuola, 1955

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