mercoledì 6 aprile 2011

Approaches

Sinceramente non comprendo il motivo per cui, taluni, credono di aver acquisito un'aura divina per il solo fatto di avere compiuto determinate scelte.
Non parlo di individui a caso, né di scelte generiche e casuali, bensì parlo di coloro che [ovviamente non tutti] si approcciano alle più disparate pratiche new age, yoga, vegetarianesimo, vegan e giù di lì.
Premettendo che questa mia critica non va alla scelta in sé, rispettabilissima se supportata da una buona dose di consapevolezza e modestia, e che io stessa ho praticato yoga, continuerò a farlo e continuo a meditare su scelte come il vegetarianesimo e sugli intrinsechi motivi e problematiche legate a questa particolare concezione che non è solo legata all'alimentazione, vorrei specificare che, con questo post, intendo solo esprimere una perplessità nei confronti dei soliti millantatori, sempre presenti in ogniddove, che paiono immersi in uno stato di santità ad honorem.
Ho avuto modo di osservare da vicino gli atteggiamenti che critico e, da subito, mi hanno fatta storcere il naso.
Credo essenzialmente che accostarsi a filosofie di questo tipo preveda un'ingente dose di umiltà e modestia, soprattutto per ciò che concerne lo yoga[la via che più conosco e sulla quale posso discorrere meglio], non tanto per un'aderenza cieca alla dottrina, quanto più per la riflessione che in essa e con essa matura.
La yoga è una via spirituale che educa gli animi alla comprensione, alla quiete, al rispetto del proprio Io e di quello altrui e del sistema in cui viviamo e siamo immersi, è una via che mira all'armonia e all'equilibrio.
Per me, ad esempio, è sempre stato [e lo è ancora] molto difficile misurarmi con la mia umanità e con la carica istintuale che essa comprende, ho sempre saputo di non essere effettivamente capace di avere pieno controllo della mia indole, quindi, il mio approccio allo yoga ha portato con sé una riflessione sull'effettiva possibilità, da parte mia, di superare la mia umanità per estendere ed espandere la mente, aprirla alle infinite possibilità delle cose e considerarle tutte, superare le ire che il quotidiano trae a sé e, prima di tutto, cercare di comprendere me stessa amandomi, che poi è uno dei precetti primi dello yoga. 
Trovare armonia ed equilibrio con se stessi, fra anima e corpo, considerarli un'unica cosa, non è semplice, non è semplice accettarsi, non è semplice evitare di cadere, imparare ad accettare di essere caduti e porgersi la propria mano per rialzarsi, non è semplice accogliere totalmente la propria umanità per superarla e renderla qualcosa di più, o meglio, renderla umanità nel senso più vero del termine... anche se poi, riflettendoci: quale è il vero senso dell'umano? Cosa definiamo come tale?
Sono talmente tanti i quesiti legati non solo a scelte del genere, ma già alla natura stessa degli esseri umani e non, che questo suscita in me un senso di piccolezza.
Spesso io stessa ho compiuto scelte approssimative paventando ragionamenti altrettanto limitati che sono stati distrutti in pochi secondi, e da quella distruzione è nata una fragilità fondamentale, una fragilità che necessitava di essere portata a galla, una fragilità che adesso non mi permette di asserire e sentenziare con sicurezza, ma che apre le porte al dubbio e alla possibilità di soluzioni diverse. Da questo sto intravedendo una luce.
Per questo, ora più di prima, non comprendo chi sembra essere vestito di una sicurezza permanente, per questo mi piacerebbe che esistesse una riflessione più profonda su certe questioni... ma ancora una volta sbaglio, ancora una volta giudico istintivamente, ancora una volta non domo la lingua con il pensiero.
Beh, ho tanto da imparare anche io da quello che ho scritto, a quanto pare! :)

3 commenti:

Denise Cecilia ha detto...

Forse non domerai la lingua - credo tu abbia inteso che anch'io sto compiendo un percorso simile - ma hai certo domato, cioè reso più 'umano' come tu dici, il tuo sentire.
E pazienza se questo comprende anche la critica: talvolta è il mezzo adeguato a portare alla luce ciò che non funziona e non ti permette di avanzare.

Buondì :)

Alexis ha detto...

Questo è anche vero!
Chissà dove ci condurrà questa strada! :D
Scescì, certo che in questi anni i nostri percorsi hanno preso le vie più impensabili e pensavo che è proprio un'esperienza particolare quella di vivere, in differita, delle riflessioni simili! :)

Denise Cecilia ha detto...

Sì, è particolare e divertente ;)