giovedì 2 dicembre 2010

«Per arrivare all'Alba, non c'è altra via che la Notte.» - K. Gibran

E nella mia vita ritorna, di volta in volta, questa citazione. 
Torna il buio, culla e rifugio della luce, da cui nascono le stelle, preludio e ricordo del giorno, intrise della profondità notturna.
Correre e arrestarsi, osservare, fare tesoro di ciò che si è incontrato e sperimentato e poi restare in attesa inconscia di un qualcosa che verrà a prescindere dalla volontà di ognuno.
Certi percorsi sono obbligati, certe strade illudono di essere scelte, mentre scelgono per prime i passanti che le percorreranno. 
E gli uomini si muovono inconsapevoli per queste vie, queste diramazioni che giungono, infine, al progetto del proprio essere, ed è affascinante crederci esseri dispersi e coinvolti in trame che ci è impossibile conoscere, ma che è sempre possibile intuire.
In fondo, l'uomo è una creatura bambina che si muove in maniera maldestra fra le sabbiose dune della vita.